Natale

Pubblicato il da thewhitemagician

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Cari Amici,
nella psicologia buddhista si è soliti parlare della coscienza in termini di semi...: possiediamo il seme della disperazione, il seme della paura, il seme della sofferenza, e tendiamo ad acquisire il seme della compassione, della comprensione, il seme della pazienza. Quando la nostra Anima raggiunge poi il seme dell'Amore, preludio al Nirvana, lo stato di illuminazione, essa è pronta per incarnazioni di vibrazione superiore. Altre dimensioni che esulano dalla materia fisica, in cui le dualità della Terra sono via via meno accentuate. Perchè l'Amore è così importante? Lo spiega anche Drummond, ne "il Dono Supremo" di Paulo Coelho: esso è "tutto", è il Dono Supremo, perchè racchiude qualsiasi buon seme. Chi ama è paziente, generoso, fedele. Chi ama comprende e non è geloso. "Purtroppo" o per fortuna, gli eventi mi mettono dinanzi costantemente persone che mi parlano di amore in termini materialistici, al punto che a volte mi provocano intolleranza e tristezza. Uomini e donne sconnessi alla fonte energetica del loro Spirito, i quali ricercano invano se stessi in relazioni affidabili e convenienti. Sono come dei bimbi che giocano coi loro giocattoli esprimendo bisogno e possesso. Una cara anima gemella per la quale provai una forte passione e un forte legame, è riapparsa ieri dopo 4 anni e mezzo. Fui io a chiudere quella situazione logorante, perchè capii che la mia presenza non avrebbe mai giovato alla sua fragilità e non ero forte abbastanza da sentirmi seconda: in cuor suo non aveva il coraggio di abbandonarsi a noi e porre fine a una relazione che aveva da tempo. Cosa che io, impegnata come lui, fui in grado di fare. Mi chiese altro tempo, ma volli rinunciare perchè doveva crescere da solo senza pressioni. Quando ieri nel chiacchierare mi ha rivelato che ha ancora in piedi quella relazione, mi sono rattristata. Parlava come se avesse un fardello che non riesce a togliersi. Ho percepito che per me il tempo è scorso così rapidamente da aver abbandonato tanti schemi e toccato l'Amore incondizionato, ho percepito di aver camminato veramente tanto, mentre altre anime sono ancora dove le ho lasciate. Mi sembrava passato un secolo.
Per queste anime compagne e per la mia amatissima Fiamma Gemella, la quale naviga in acque agitate, ancorandosi a diverse "boe", non esiste migliore soluzione dei propri piani vitali: essi predisporranno "coincidenze" ed eventi che doneranno, prima o poi, la giusta comprensione della vita. L'intero pianeta ha profondamente bisogno di evolversi, i suoi "fiori" hanno bisogno di sbocciare e sbocceranno, perchè i tempi stringono, in vista dei cambiamenti che dovranno avvenire nel 2012.
Non temete se percepite una forte accelerazione evolutiva, è normale, e anzi, dovreste rallegrarvene. 
Venendo al Natale, esso può spronare all'evoluzione perchè racchiude in sè un significato importante: quello della nascita del Cristo, uomo che viene definito "il figlio di Dio", sacrificatosi per redimere l'umanità, dando l'esempio che gli uomini posteri avrebbero dovuto seguire per elevarsi a Dio. Il Vangelo è un'ottima fonte di insegnamenti da seguire per purificare l'Anima dalle tendenze egoiche. La spinta al perdono, per esempio, al "porgere l'altra guancia", a mantenere uno stato di fede nelle cose superiori. Alcuni esempi, come quello di San Tommaso sono attualissimi ed immortali. Il San Tommaso scettico che non crede neppure se vede: egli ha bisogno di toccare; l'esempio del Giuda traditore, che mangia dallo stesso piatto e vende il Cristo per denaro, salvo poi pentirsene;  l'esempio di Pietro, che, assalito dalla paura, rinnega il Cristo tre volte...; l'esempio di Ponzio Pilato, che si lava le mani, ignorando quindi il dolore della crocifissione e la triste sorte di Gesù.
Lo lessi da bambina e quelle parole mi incantarono, risuonavano nella mia Anima come vere, avrei voluto fare qualcosa per far scendere Gesù dalla croce. Crescendo, ho compreso che siamo in grado di fare qualcosa esclusivamente per ridurre e poi abbandonare il peso della nostra croce, alla quale ci autoinchiodiamo con un modus vivendi negativo e basato sull'ego.
Vi scrivo dall'alto di uno stato pacifico di non bisogno, raggiunto al costo di aver abbandonato una parte di me, quella che prendeva qualsiasi cosa desiderasse. Riesco ora a guardare con altri occhi scene che in precedenza mi avrebbero infuocato di rabbia, eventi e parole che in precedenza mi avrebbero ferito a morte. Vorrei che poteste capire quanto è serena, la serenità del Dare incondizionato e del perdono, quanto invece l'avere non basti mai e crei a sua volta ulteriore bisogno e cordoglio.
L'augurio che voglio farvi, è dunque che questo Natale, oltre a donarvi calore familiare, panettoni e zamponi, pianti in voi il seme della comprensione dei giusti valori e dell'origine egoica della sofferenza, e quello della retta vita basata sullo stato assoluto di non bisogno e di rinuncia. Rinuncia all'avere, rinuncia al dolore, rinuncia all'orgoglio, rinuncia all'attaccamento. 
 

Un caro abbraccio,

A.
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