Commenti alla lezione numero uno di Kryon
Sto facendo intercorrere qualche giorno tra la lezione numero uno del Manuale dell'operatore di luce e le successive, poichè sono argomenti abbastanza intensi e serve tempo per assimilarli...
Nel frattempo, vorrei spendere qualche parola in più sul messaggio cardine della lezione numero uno di Kryon, ovvero la possibilità che abbiamo tutti di superare il nostro karma.
Che cosa significa esattamente e perchè è così importante? Potrei spiegarvelo linkando testimonianze varie, c'è una vasta bibliografia riguardo sedute di ipnosi regressiva, a partire dall'americano e conosciutissimo Brian Weiss, fino a Jeanne Avery o ancora all'italiano Angelo Bona; al contrario, ho deciso di ricorrere ad un esempio concreto che mi riguarda personalmente: il mio rapporto con colui che in questa attuale vita è stato mio nonno, deceduto quando io avevo 16 anni. Sin dall'età di 3 anni e mezzo, la mia mente ha immagazzinato ricordi di episodi dolorosi, a cui nessun bambino dovrebbe mai assistere. All'età di 11 anni, mi sono ritrovata a vivere esclusivamente con i miei nonni, e ad affrontare due relazioni veramente difficili. Odiavo mio nonno e non sapevo spiegarmi il motivo... il vero motivo, che andasse oltre le spiegazioni di psiche adolescenziale traumatizzata da duri eventi; egli sembrava amarmi in un modo particolare, più di tutti gli altri nipoti, mi chiamava principessa, si vantava delle mie eccellenti capacità a scuola, ma io lo guardavo e volevo che se ne andasse.
Falegname, grande artista, amava la musica più di ogni altra cosa, mi regalò un pianoforte, premendo affinchè io imparassi a suonarlo. La mia risposta? Deturpai il pianoforte con un pennarello indelebile...era diventato tutto rosa uniposca... chiaramente mio nonno ne uscì parecchio ferito e il rapporto con lui si chiuse, come si chiuse quel pianoforte, e prese una piega di "pacifica" indifferenza.
Si ammalò, poi morì, chiedendo di me. Io non ero lì, mi comportavo come se fosse già morto... dentro avevo del dolore, ma non andai al suo funerale, mi sentivo piuttosto liberata.
Recentemente, quando ebbi modi di conoscere l'ipnosi e di fare delle sedute per sciogliere i miei nodi karmici, venne fuori che mio nonno era un'anima compagna che mi aveva inferto parecchi dolori, in particolar modo furono due le vite che rividi a riguardo.. in una, mi trovavo in Spagna ed ero di stirpe reale. Avevo circa 15 anni, mio nonno era mio padre, ed era un re parecchio severo e intransigente. Aveva stabilito un matrimonio d'interesse per me, ma io ero innamorata di un giovane di origini povere, la mia fiamma gemella, e passavo del tempo con lui di nascosto, quel poco che potevo. La mia famiglia lo scoprì ma non gli diede minimamente peso, finchè la cosa non venne percepita come pericolosa: così come quando si caccia una mosca fastidiosa, mio padre lo fece arrestare, lo portarono sulle sponde del fiume e lo uccisero. Corsi scalza e disperata, con le mie nobili vesti, per cercare di ritrovarlo, ma nessuno sapeva niente, o poteva dirmi niente. Non lo rividi mai più e mentre ancora correvo lungo il fiume, mi vennero a riprendere e mi trascinarono a casa. Continuai a vivere quella vita costretta nel mio corpetto, in quei lussuosi palazzi, con un odio dentro che mi lacerava l'anima... odiavo la mia famiglia, ho odiato così tanto la Spagna che tuttora appena sento parlare spagnolo sento un vago fastidio. Mi sposai, come voleva mio padre, ma vidi che passai l'intera vita con quel dolore e che non perdonai nessuno della mia famiglia. Morii a 51 anni, da sola, su una grande poltrona.
Qual era la lezione di quella vita? Chiaramente, era imparare il perdono... imparare che il male che mi avevano fatto originava da pura ignoranza, da vincoli sociali che l'uomo debole non era in grado di sciogliere. Mio padre non poteva fare diversamente per il suo livello di evoluzione e io non sono stata in grado di capire e perdonare. Neanche io per il mio livello di evoluzione di allora, potevo fare diversamente! Ho odiato e sono morta con l'anima intrisa di odio... un odio che è stato memorizzato nella Griglia; ho così creato un karma attraverso il quale lui avrebbe riscontato le sue colpe, nelle vite successive. E così è stato!
Ma questo ha creato una catena karmica...un ping pong di vite nelle quali uno infliggeva dolori e l'altro soffriva.
Questo significa essere assoggettati al proprio karma: comportarsi come "da copione", come una medusa trascinata dalla corrente, pensando che "tutto va come deve andare". Certo, ma fino a quando durerà? Nei testi di Weiss ci sono testimonianze di persone che si sono trascinate il rancore per decine di vite...
Superare il karma significa invece prendere il copione e stracciarlo, riscriverlo! Significa capire da dove originano certe dinamiche, certi nostri comportamenti, e INTERROMPERLI col nostro libero arbitrio e creare così la vita attuale! Sono riuscita a chiudere molti conti karmici in questa vita, nonostante le fatiche. Le vite sono difficili, perchè abbiamo a che fare con sentimenti astrali passati!
Mio nonno è morto troppo presto per darmi la possibilità di fargli ascoltare come suono il pianoforte, di dirgli che l'ho perdonato, che abbiamo alimentato una inutile catena di odio e vendetta!
Se ora non avessi capito queste cose, nella prossima si sarebbe ripresentato il problema. I problemi karmici cambiano luogo, tempo, ma non cambiano mai sostanza! Si possono ripresentare all'infinito.
Cristo diceva "perdona e ti sarà perdonato", niente di più vero!!!!Quante volte non ci rendiamo conto del male che facciamo e vediamo solo quello che riceviamo? è importante chiudere ogni karma, lavare via i sentimenti negativi...solo così possiamo pensare di essere veramente liberi.
Nel frattempo, vorrei spendere qualche parola in più sul messaggio cardine della lezione numero uno di Kryon, ovvero la possibilità che abbiamo tutti di superare il nostro karma.
Che cosa significa esattamente e perchè è così importante? Potrei spiegarvelo linkando testimonianze varie, c'è una vasta bibliografia riguardo sedute di ipnosi regressiva, a partire dall'americano e conosciutissimo Brian Weiss, fino a Jeanne Avery o ancora all'italiano Angelo Bona; al contrario, ho deciso di ricorrere ad un esempio concreto che mi riguarda personalmente: il mio rapporto con colui che in questa attuale vita è stato mio nonno, deceduto quando io avevo 16 anni. Sin dall'età di 3 anni e mezzo, la mia mente ha immagazzinato ricordi di episodi dolorosi, a cui nessun bambino dovrebbe mai assistere. All'età di 11 anni, mi sono ritrovata a vivere esclusivamente con i miei nonni, e ad affrontare due relazioni veramente difficili. Odiavo mio nonno e non sapevo spiegarmi il motivo... il vero motivo, che andasse oltre le spiegazioni di psiche adolescenziale traumatizzata da duri eventi; egli sembrava amarmi in un modo particolare, più di tutti gli altri nipoti, mi chiamava principessa, si vantava delle mie eccellenti capacità a scuola, ma io lo guardavo e volevo che se ne andasse.
Falegname, grande artista, amava la musica più di ogni altra cosa, mi regalò un pianoforte, premendo affinchè io imparassi a suonarlo. La mia risposta? Deturpai il pianoforte con un pennarello indelebile...era diventato tutto rosa uniposca... chiaramente mio nonno ne uscì parecchio ferito e il rapporto con lui si chiuse, come si chiuse quel pianoforte, e prese una piega di "pacifica" indifferenza.
Si ammalò, poi morì, chiedendo di me. Io non ero lì, mi comportavo come se fosse già morto... dentro avevo del dolore, ma non andai al suo funerale, mi sentivo piuttosto liberata.
Recentemente, quando ebbi modi di conoscere l'ipnosi e di fare delle sedute per sciogliere i miei nodi karmici, venne fuori che mio nonno era un'anima compagna che mi aveva inferto parecchi dolori, in particolar modo furono due le vite che rividi a riguardo.. in una, mi trovavo in Spagna ed ero di stirpe reale. Avevo circa 15 anni, mio nonno era mio padre, ed era un re parecchio severo e intransigente. Aveva stabilito un matrimonio d'interesse per me, ma io ero innamorata di un giovane di origini povere, la mia fiamma gemella, e passavo del tempo con lui di nascosto, quel poco che potevo. La mia famiglia lo scoprì ma non gli diede minimamente peso, finchè la cosa non venne percepita come pericolosa: così come quando si caccia una mosca fastidiosa, mio padre lo fece arrestare, lo portarono sulle sponde del fiume e lo uccisero. Corsi scalza e disperata, con le mie nobili vesti, per cercare di ritrovarlo, ma nessuno sapeva niente, o poteva dirmi niente. Non lo rividi mai più e mentre ancora correvo lungo il fiume, mi vennero a riprendere e mi trascinarono a casa. Continuai a vivere quella vita costretta nel mio corpetto, in quei lussuosi palazzi, con un odio dentro che mi lacerava l'anima... odiavo la mia famiglia, ho odiato così tanto la Spagna che tuttora appena sento parlare spagnolo sento un vago fastidio. Mi sposai, come voleva mio padre, ma vidi che passai l'intera vita con quel dolore e che non perdonai nessuno della mia famiglia. Morii a 51 anni, da sola, su una grande poltrona.
Qual era la lezione di quella vita? Chiaramente, era imparare il perdono... imparare che il male che mi avevano fatto originava da pura ignoranza, da vincoli sociali che l'uomo debole non era in grado di sciogliere. Mio padre non poteva fare diversamente per il suo livello di evoluzione e io non sono stata in grado di capire e perdonare. Neanche io per il mio livello di evoluzione di allora, potevo fare diversamente! Ho odiato e sono morta con l'anima intrisa di odio... un odio che è stato memorizzato nella Griglia; ho così creato un karma attraverso il quale lui avrebbe riscontato le sue colpe, nelle vite successive. E così è stato!
Ma questo ha creato una catena karmica...un ping pong di vite nelle quali uno infliggeva dolori e l'altro soffriva.
Questo significa essere assoggettati al proprio karma: comportarsi come "da copione", come una medusa trascinata dalla corrente, pensando che "tutto va come deve andare". Certo, ma fino a quando durerà? Nei testi di Weiss ci sono testimonianze di persone che si sono trascinate il rancore per decine di vite...
Superare il karma significa invece prendere il copione e stracciarlo, riscriverlo! Significa capire da dove originano certe dinamiche, certi nostri comportamenti, e INTERROMPERLI col nostro libero arbitrio e creare così la vita attuale! Sono riuscita a chiudere molti conti karmici in questa vita, nonostante le fatiche. Le vite sono difficili, perchè abbiamo a che fare con sentimenti astrali passati!
Mio nonno è morto troppo presto per darmi la possibilità di fargli ascoltare come suono il pianoforte, di dirgli che l'ho perdonato, che abbiamo alimentato una inutile catena di odio e vendetta!
Se ora non avessi capito queste cose, nella prossima si sarebbe ripresentato il problema. I problemi karmici cambiano luogo, tempo, ma non cambiano mai sostanza! Si possono ripresentare all'infinito.
Cristo diceva "perdona e ti sarà perdonato", niente di più vero!!!!Quante volte non ci rendiamo conto del male che facciamo e vediamo solo quello che riceviamo? è importante chiudere ogni karma, lavare via i sentimenti negativi...solo così possiamo pensare di essere veramente liberi.
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