Accettazione dell'altro
Grazie a Dio, e più concretamente, grazie a un uomo che ha avuto la semplice funzione di rispecchiare il mio carattere e che possedeva i miei difetti incrementati di dieci volte, oggi ho potuto prendere atto di quello che era il più grave in assoluto: la mia assente capacità di accettare l'altro così com'è, e di impostare una relazione basata sul VENIRSI INCONTRO.
Questo limite è stato finora così radicato in me che mi ha condotto a chiudere innumerevoli relazioni, anche di amicizia, pensando che gli altri non andassero bene per me o non fossero compatibili col mio carattere, e ha contribuito a farmi allontanare persino dalla mia Fiamma Gemella. Dimostrazione di quanto fosse fallata la mia ottica.
Tipico dei caratteri autoritari e forti, è quello di ragionare alla "io sono così, se ti sto bene ok, sennò ciao"...voler sistemare le cose intorno a sè esattamente come si vuole, pensando ingenuamente che i bisogni altrui, i punti di vista altrui, siano gli stessi e pensando di avere sempre ragione; sentendosi dire quello che fa comodo e vedendo gli altri fare quello che si vuole, quando si vuole. Si usano gli altri per perfezionare la propria vita, e quando gli altri rompono il proprio schema, gli si dà il benservito, pensando che tanto siano facilmente sostituibili.
Anche se necessiterebbero di qualcuno con cui confrontarsi, questi soggetti sono perlopiù circondati da "caratteri-pupazzo", ovverosia caratteri così deboli e accomodanti che non rappresentano minaccia alcuna alla capacità decisionale del leader. Che non mettono in discussione niente, che dicono quasi sempre di sì.
Facile capire che equivale esattamente a stare da soli.
Forse avrete bisogno di viverlo sulla pelle per capire, ma vorrei condividere questa importante lezione che oggi ho appreso, fra qualche lacrima, dovuta non tanto al dispiacere di un'altra relazione chiusa (in fondo non provavo nemmeno l'1% dell'amore che ho per la mia F.G), quanto al dispiacere di aver finora trattato gli altri come marionette del mio teatrino:
LA PERFEZIONE NON ESISTE, non esiste la relazione perfetta, tutte le relazioni si basano sull'accettazione reciproca e incondizionata dei pregi e dei difetti dell'altro e si cerca di risolvere insieme quello che non va.
Il matrimonio o la convivenza, per quella che è la mia ottica, sono interazioni prolungate basate su questa Verità. Nella coppia, non si è IO e TE (coppie "contrattuali") non si è TE (coppie in cui uno si annulla per l'altro) non si è IO (coppie in cui si usa l'altro come mera presenza), si è NOI, si crea una nuova identità fatta di punti di incontro.
Se avrete l'impressione che una persona sia perfetta per voi, ponetevi qualche domanda, perchè in tal caso fra le varie spiegazioni possono esserci queste:
1) la persona è astuta e si modula sulla base di come siete voi: vi mostra quello che volete vedere, si limita nell'esprimere la sua essenza e vi dà l'impressione di essere l'uomo/la donna che attendevate da molto. Ho un'amica che è così, e che gioca ad apparire quello che i vari uomini vogliono. La sua vera essenza? Repressa per paura di non piacere così com'è. Sappiate che ogni repressione ha un periodo di "incubazione" tacita più o meno lungo, ma ha un sicuro periodo di manifestazione.
2) la persona è totalmente sottomessa a voi. In tal caso, sappiate che state con "orsetti" di peluches...o che dir si voglia...
Se avete lasciato qualcuno, pensando che non fosse perfetto per voi, sappiate che avete sicuramente perso qualcosa: l'occasione di capire punti di vista diversi dal vostro e di imparare che l'Amore si concretizza nella relazione come accettazione dell'altro e non come tentativo di plasmarlo a proprio piacimento.
Se siete stati lasciati da qualcuno che vi ha detto che non andavate bene così com'eravate, quando voi vi siete disperati perchè non volevate perderlo: rallegratevi, perchè voi avete fatto quello che potevate coi vostri mezzi; l'altro ha solo collezionato un'ulteriore sconfitta e non sarà nemmeno grazie a voi che imparerà.
Vorrei poter dire a tutte le persone che in passato ho allontanato con fare superiore, che in fondo la debole sono stata io.
Alla mia Fiamma Gemella, che era troppo l'amore che ho tuttora in cuor mio, per evitare di scappare terrorizzata!, quando fisiologicamente scappavo sempre, anche nelle relazioni più gestibili.
Abbiamo forse commesso lo stesso errore?
Per fortuna, non si finisce mai di imparare e soprattutto, non è mai troppo tardi.
Un abbraccio, cari amici, in questa giornata per me veramente speciale.
A.
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