Ancora F.G.:realismo
Cari Amici, vi ho sottolineato più volte quanto magico e intriso di eterna profondità sia il contatto con la propria Fiamma Gemella. Pensate a uno tsunami interiore non appena ci si specchia negli occhi dell'altro, e avrete una qualche idea. In alcuni momenti ci si comporta come se si fosse in un altro spazio dimensionale, perchè in fondo le F.G. coabitano nella Quinta dimensione in un'unica essenza androgina.
Più in generale, il contatto può essere molto intenso e incomprensibile razionalmente anche con un'anima compagna con la quale si sono condivise incarnazioni passate.
Tuttavia, mi preme ricordare quanto occorra stare coi piedi per terra, perchè esiste una relazione direttamente proporzionale fra legame animico e rapporto problematico: nel mio caso, così come in quello di molti di voi che mi hanno scritto, è indiscutibile che proprio con l'Anima delle Anime a noi più vicine nei secoli dei secoli, proprio con colui/colei che condivide il nostro Spirito, la relazione sia praticamente ingestibile. E' come se ci fosse troppa legna sul fuoco e, anzichè riuscire a "riscaldarsi" insieme, si finisca per scottarsi al primo passo e allontanarsi da quell'incendio... è un paradosso. Spessissimo va a finire che i due Complementi alternino partners di vita diversi l'uno dall'altra... un "focolare" sicuro, scevro dal rischio di ustioni...
E allora, bando al romanticismo, o al credere che l'Amore superi tutto. Questo, non è sempre vero, non su questa Terra, quando fatica a superare e contenere se stesso. Cerchiamo di essere realisti.
Molti di voi mi chiedono come sia possibile, a fronte di un sentire d'Amore tanto ineguagliabile, non riuscire a stare insieme, preferire persino altri compagni. Ebbene, consideriamo che il nostro Ego è il motivo principale: si può prediligere un partner sulla base di alcuni bisogni inconsci, o delle proprie convinzioni, che mal possono adattarsi al concetto destabilizzante di Amore assoluto. Osservate molte coppie, spesso uno ha quello che manca all'altra, l'Amore non subentra per niente, si vive di sola passione terrena.
Possono prevalere anche i motivi karmici: le F.G. sono talmente legate da aver condiviso anche l'esistenza incarnata: avete idea di quanti rancori/dispiaceri/abbandoni/offese/incomprensioni e ferite dell'Anima possono essersi impresse nella propria Griglia animica per via delle vite in 3-d?! Ci vuole tempo per risanare queste ferite, e ci vuole un certo livello di crescita spirituale per potersi comprendere, accettare e perdonare. Le ferite passate non curate, spingono il nostro inconscio a tenerci lontani dalla fonte di dolore, per non dover soffrire ulteriormente. Solo che, a volte crediamo che la fonte di dolore sia all'esterno, invece essa è dentro di noi, e prende il nome di paura.
La paura l'uno dell'altra, per esempio, di una tale intimità: se un gemello è forte e consapevole al punto necessario da poterlo accettare, lo accetterà... ma se l'altro difetta della comprensione delle dinamiche cosmiche, e vive la propria vita brancolando "ad occhi chiusi", avrà una reazione negativa di fronte quel sentire e tenderà a scappare, a rinnegare, a chiudere la questione, a digerire al massimo qualche periodico boccone di questa intimità...
Quante paure sono fondate, se ci pensiamo? Devo ancora sentire di una paura fondata: i traumi sono fondati, ma non le paure, che rappresentano il timore che quel trauma possa ripetersi.
Quando la paura di qualcosa è estrema, essa prende il nome di fobia. Io ho la fobia dei vermi, al punto che se ne individuo uno, mi blocco a fissarlo...e appena lo vedo muoversi mi sale un'angoscia indescrivibile... eppure, sono perfettamente cosciente che un esserino che striscia per i fatti suoi non potrebbe mai nuocermi.
E' molto dolce sostenere che in fondo, quando le F.G. preferiscono distanziarsi, esse temono proprio il distacco terreno che vedono...
E' fondata la paura? A voi la riposta.
A.
Più in generale, il contatto può essere molto intenso e incomprensibile razionalmente anche con un'anima compagna con la quale si sono condivise incarnazioni passate.
Tuttavia, mi preme ricordare quanto occorra stare coi piedi per terra, perchè esiste una relazione direttamente proporzionale fra legame animico e rapporto problematico: nel mio caso, così come in quello di molti di voi che mi hanno scritto, è indiscutibile che proprio con l'Anima delle Anime a noi più vicine nei secoli dei secoli, proprio con colui/colei che condivide il nostro Spirito, la relazione sia praticamente ingestibile. E' come se ci fosse troppa legna sul fuoco e, anzichè riuscire a "riscaldarsi" insieme, si finisca per scottarsi al primo passo e allontanarsi da quell'incendio... è un paradosso. Spessissimo va a finire che i due Complementi alternino partners di vita diversi l'uno dall'altra... un "focolare" sicuro, scevro dal rischio di ustioni...
E allora, bando al romanticismo, o al credere che l'Amore superi tutto. Questo, non è sempre vero, non su questa Terra, quando fatica a superare e contenere se stesso. Cerchiamo di essere realisti.
Molti di voi mi chiedono come sia possibile, a fronte di un sentire d'Amore tanto ineguagliabile, non riuscire a stare insieme, preferire persino altri compagni. Ebbene, consideriamo che il nostro Ego è il motivo principale: si può prediligere un partner sulla base di alcuni bisogni inconsci, o delle proprie convinzioni, che mal possono adattarsi al concetto destabilizzante di Amore assoluto. Osservate molte coppie, spesso uno ha quello che manca all'altra, l'Amore non subentra per niente, si vive di sola passione terrena.
Possono prevalere anche i motivi karmici: le F.G. sono talmente legate da aver condiviso anche l'esistenza incarnata: avete idea di quanti rancori/dispiaceri/abbandoni/offese/incomprensioni e ferite dell'Anima possono essersi impresse nella propria Griglia animica per via delle vite in 3-d?! Ci vuole tempo per risanare queste ferite, e ci vuole un certo livello di crescita spirituale per potersi comprendere, accettare e perdonare. Le ferite passate non curate, spingono il nostro inconscio a tenerci lontani dalla fonte di dolore, per non dover soffrire ulteriormente. Solo che, a volte crediamo che la fonte di dolore sia all'esterno, invece essa è dentro di noi, e prende il nome di paura.
La paura l'uno dell'altra, per esempio, di una tale intimità: se un gemello è forte e consapevole al punto necessario da poterlo accettare, lo accetterà... ma se l'altro difetta della comprensione delle dinamiche cosmiche, e vive la propria vita brancolando "ad occhi chiusi", avrà una reazione negativa di fronte quel sentire e tenderà a scappare, a rinnegare, a chiudere la questione, a digerire al massimo qualche periodico boccone di questa intimità...
Quante paure sono fondate, se ci pensiamo? Devo ancora sentire di una paura fondata: i traumi sono fondati, ma non le paure, che rappresentano il timore che quel trauma possa ripetersi.
Quando la paura di qualcosa è estrema, essa prende il nome di fobia. Io ho la fobia dei vermi, al punto che se ne individuo uno, mi blocco a fissarlo...e appena lo vedo muoversi mi sale un'angoscia indescrivibile... eppure, sono perfettamente cosciente che un esserino che striscia per i fatti suoi non potrebbe mai nuocermi.
E' molto dolce sostenere che in fondo, quando le F.G. preferiscono distanziarsi, esse temono proprio il distacco terreno che vedono...
E' fondata la paura? A voi la riposta.
A.
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