Il Terzo Occhio
Cari Amici,
questa notte vi sintetizzo un testo che ritengo veramente valido, sul potere dell'Occhio Divino, detto altresì Terzo Occhio...ho apportato delle aggiunte personali, soprattutto quando parlo di ipnosi.
Non sortirà l'effetto di spaventarvi, a meno che non decidiate voi stessi di abbandonarvi alla paura di quelle capacità che possedete e che sono parte della vostra essenza spirituale.
Non dovete temere voi stessi, dovete temere le vostre paure e le vostre mancate conoscenze, perchè se è pur vero che vi corazzano e proteggono, è anche vero che...vi limitano e vi ingabbiano.
Non fate mai di questi insegnamenti degli strumenti per operare il male, neanche quando soffrite o quando siete all'apice della rabbia. Peggiorereste solo la vostra situazione e quel male vi tornerebbe indietro come un boomerang.
In alcune email mi è stato chiesto cosa penso della magia. Alla fine di questo testo, vi risponderete da soli: la magia esiste ed è insita in noi, è una nostra capacità di creare. Siamo portati a credere che solo le Azioni creino, ma creano anche i Pensieri, in una dimensione parallela, con una energia pari o superiore.
La differenza fra chi opera il bene e chi opera il male è nella consapevolezza che il male arreca solo altro male. Non sceglietelo mai.
Buona lettura...
Quando Pitagora, uno dei maggiori filosofi greci, arrivò in Egitto per
entrare in una scuola, una scuola esoterica segreta di misticismo, venne
rifiutato. E Pitagora era una delle migliori menti mai generate. Non
riusciva a capire. Fece domanda diverse volte, ma gli venne detto che, se
non fosse passato attraverso un particolare addestramento di digiuno e
respirazione, non sarebbe stato ammesso alla scuola. Si dice che Pitagora
abbia risposto: “Sono venuto per la conoscenza, non per una sorta di
disciplina”. Ma le autorità della scuola dissero: “Non possiamo darti della
conoscenza a meno che tu non sia diverso. E, in realtà, non siamo affatto
interessati alla conoscenza, siamo interessati all’esperienza reale. Nessuna
conoscenza è tale se non è vissuta e sperimentata. Perciò dovrai fare
quaranta giorni di digiuno respirando continuamente in un determinato
modo, con una particolare consapevolezza su particolari punti”. Non c’era
altra via, perciò Pitagora dovette sottoporsi a questo addestramento. Dopo
quaranta giorni di digiuno e di respirazione, consapevole, attento, gli fu
permesso di entrare nella scuola. Si dice che Pitagora affermò: “Non state
ammettendo Pitagora. Sono un uomo diverso, sono rinato. Avevate ragione
e io avevo torto, perché prima il mio intero punto di vista era intellettuale.
Con questa purificazione il centro del mio essere è cambiato: dall’intelletto
è sceso al cuore. Ora posso sentire le cose. Prima di questo addestramento
potevo capire solo con l’intelletto, con la testa.
Non sarà una filosofia, ma piuttosto, un’esperienza, sarà esistenziale”.
Qual era l’addestramento cui si sottopose?
Questa quinta tecnica è quella che fu data a Pitagora. Venne
data in Egitto, di fatto la tecnica è indiana. La quinta tecnica di
respirazione è la seguente: “L’attenzione tra le sopracciglia, lascia che la
mente preceda il pensiero.
Lascia che la forma si riempia con l’essenza del respiro
fino alla sommità della testa e lì piova come luce”.
Questa tecnica fu data a Pitagora, che la riportò in Grecia e, così, divenne il
principio,
lo strumento che diede vita a tutto il misticismo occidentale.
Analizziamola.
“L’attenzione tra le sopracciglia...”. La fisiologia moderna, la ricerca
scientifica, afferma che, tra le due sopracciglia, si trova una ghiandola, e
che questa è la parte più misteriosa di tutto il corpo: è detta ghiandola
pineale, ed è il terzo occhio dei tibetani: shivanetra, l’occhio di Shiva, nel
Tantra. Tra i due occhi c’è un terzo occhio, che esiste ma non è attivo.
E’ lì:
può funzionare in qualsiasi momento, ma non funziona spontaneamente,
per aprirlo si deve fare qualcosa. Non è cieco, è semplicemente chiuso.
Questa tecnica serve ad aprirlo. “L’attenzione tra le sopracciglia...”.
Chiudi gli occhi, poi falli convergere proprio nel mezzo delle sopracciglia,
focalizzati esattamente nel mezzo degli occhi chiusi, come se guardassi
esattamente nel mezzo, con entrambi. Dagli totale attenzione. Questo è uno
dei metodi più semplici per essere attenti. Non puoi prestare attenzione a
nessun’altra parte del corpo così facilmente: questa ghiandola assorbe
l’attenzione con estrema facilità. Se le dai tutta la tua attenzione, gli occhi
verranno ipnotizzati dal terzo occhio. Si fissano, non si possono muovere.
Questo terzo occhio è un magnete naturale, attiva l’attenzione, la forza.
Ecco perché in tutto il mondo questo è uno dei metodi più usati. E’ il più
semplice per addestrare l’attenzione: non sei solo tu che cerchi di essere
attento, la ghiandola stessa ti aiuta, è magnetica, la tua attenzione viene
spinta con forza verso di essa: viene assorbita. Nelle antiche scritture
tantriche si dice che l’attenzione è cibo per il terzo occhio.
Non è difficile: occorre solo conoscere il punto giusto; per trovarlo, devi
lasciare che gli occhi chiusi si muovano esattamente nel mezzo, tra le due
sopracciglia, finché non percepisci quel punto magnetico: allora,
immediatamente gli occhi si fisseranno; quando sarà difficile muoverli,
saprai di aver colto il punto giusto. “L’attenzione tra le sopracciglia, lascia
che la mente preceda il pensiero...”. L’attenzione che ne seguirà ti farà
sperimentare per la prima volta uno strano fenomeno: percepirai i pensieri
correre di fronte a te; diventerai un testimone.
Sarà come essere di fronte a
uno schermo cinematografico: i pensieri scorrono e tu sei un testimone.
Generalmente non è così: ti identifichi sempre con i tuoi pensieri.
Se c’è rabbia, diventi rabbia. Se un pensiero ti tocca, non sei testimone:
diventate tutt’uno, ti identifichi con il pensiero, e ti muovi con esso.
Diventi il pensiero, ne assumi la forma.
Quando c’è sesso, diventi sesso; quando c’è rabbia, diventi rabbia; quando
c’è avidità, diventi avidità. Ti identifichi sempre con ogni pensiero che ti
tocca. Non mantieni mai alcuna distanza tra te e il pensiero. Ma focalizzati
sul terzo occhio, e all’improvviso diventerai un testimone. Tramite il terzo
occhio puoi vedere i pensieri correre come nuvole nel cielo o come persone
che si muovono per la strada.
Ora, se c’è rabbia, puoi vederla come un oggetto.
Ora non senti più che tu sei arrabbiato. Senti di essere circondato dalla
rabbia – una nube di rabbia è sorta intorno a te – ma tu non sei la rabbia, e
se non lo sei, la rabbia diventa impotente. Non può influenzarti; non ne
vieni intaccato. La rabbia verrà e se ne andrà, e tu rimarrai centrato in te
stesso. E così, non ti identificherai più con i sentimenti negativi.
Quando quindi, l’attenzione è focalizzata al centro del terzo occhio, tra le
sopracciglia,
all’improvviso diventi un testimone, ma è vero anche il viceversa, ossia che se
riesci a non identificarti con qualsiasi cosa accada, sarai automaticamente nel
terzo occhio. E avrai un potere immenso, non sarai più schiavo degli istinti,
sarai un individuo veramente libero.
E la seconda conseguenza nell'essere nel terzo occhio, sarà che potrai
sentire la vibrazione sottile e delicata del respiro, potrai percepire la forma
del respiro, l’essenza stessa del respiro. La scienza stabilisce che respiriamo
aria nella forma combinata di gas, ma il Tantra afferma che l'aria è solo un
veicolo, di fatto tu respiri prana, vitalità. L’aria è solo il mezzo, il
contenitore materiale; il prana è il contenuto, ed è qualcosa di sottile, di non
materiale. Questo contenuto veniva definito "orgone" dallo psicologo tedesco
Wilhelm Reich.
I suoi effetti possono essere percepiti. Quando sei con una persona molto vitale,
sentirai sorgere in te una certa vitalità. Se sei con una persona molto
malata, ti sentirai succhiato, come se ti venisse sottratto qualcosa. Perché ti
senti così stanco quando vai all’ospedale? Vieni succhiato da ogni parte.
L’intera atmosfera dell’ospedale è malata, lì tutti hanno bisogno di più energia,
di più prana.
Perciò se ti trovi lì, all’improvviso il tuo prana comincia
a fluire fuori di te. Perché a volte quando sei in mezzo a una folla ti senti
soffocare? Perché il tuo prana viene succhiato. Quando sei solo sotto il cielo
mattutino, sotto gli alberi, all’improvviso senti in te una vitalità: il prana.
In particolare, il prana fluisce e defluisce in modo immediato e totalizzante, al
contatto con la vostra Fiamma Gemella. Se essa prova malessere, ne sarete
investiti, se essa nel profondo versa in armonia, tutto vi sembrerà ancora più
armonioso e dopo il contatto sarete raggianti.
Esistono delle testimonianze risalenti all'antico Egitto, secondo le quali alcuni
individui hanno sperimentato il fluire del prana, senza la penetrazione
dell'aria, rinchiudendosi in samadhi sotterranei.
“Lascia che la forma si riempia con l’essenza del respiro fino alla sommità
della testa... “. E quando arriverai a sentire l’essenza del respiro, il prana,
immagina semplicemente che la tua testa sia ricolma di quell’essenza.
Immagina solamente. Non occorre alcuno sforzo.
Quando sei focalizzato al centro del terzo occhio, ed immagini qualcosa, la cosa
accade, lì per lì.
Normalmente, la tua immaginazione è solo impotente: continui a immaginare e non
accade nulla. Ma a volte,senza saperlo, nella vita comune, si verificano degli
eventi dettati dall'immaginazione: stavi immaginando qualcosa a proposito di un
tuo amico e all’improvviso qualcuno bussa alla porta.
Stavi "pensando", immaginando una canzone alla radio, cambi stazione e la trovi.
Dici che è una coincidenza che l’amico sia arrivato o che la canzone sia alla
radio.
A volte l’immaginazione funziona proprio come
coincidenza; ma ora cerca di ricordare ogni volta in cui accade che senti la
tua immaginazione diventare realtà, e analizza l’intera situazione; ritirati
nell’interiorità e osserva. In un certo momento la tua attenzione deve
essere stata vicina al terzo occhio. Quando ero bambina, mi capitava sempre di
dire "ti immagini se..." e la cosa si verificava davvero. Tutti abbiamo questa
capacità, in molti è completamente latente.
Ogni volta che si verifica questa
coincidenza, sembra tale perché non conosci la
scienza occulta. Senza saperlo, la tua mente si deve essere spostata vicino al
centro del terzo occhio. Se la tua attenzione si trova nel terzo occhio, la
semplice immaginazione è sufficiente per creare qualsiasi fenomeno.
“Lascia che la forma si riempia”. Ora immagina
che questa essenza stia colmando tutta la tua testa, in particolare la
sommità del capo, il shasrara, il centro energetico più alto, e non appena te
lo immaginerai si riempirà. “Lì” –
alla sommità della testa – piove come luce”. Il prana piove dalla sommità
della tua testa come luce. E “accadrà” che piova luce: quella pioggia di luce
ti rinfrescherà, ti farà sentire completamente rinato, rinnovato. Questo è il
significato della rinascita interiore. Perciò due cose: primo, focalizza nel
terzo occhio, l’immaginazione diventa potente, efficace.
Una cosa fondamentale: prima di praticare queste
tecniche, sii puro. Per il Tantra la purezza non è un concetto morale, la
purezza è importante, perché se sei focalizzato nel terzo occhio e la tua
mente è impura, la tua immaginazione può diventare pericolosa: pericolosa
per te e per gli altri. Se pensi di ferire qualcuno, se questa idea è nella
mente, il solo immaginarlo può ferire. Ecco perché si insiste
così tanto sull’essere puri. A Pitagora fu detto di sottoporsi a un digiuno, a
una particolare respirazione – questa respirazione – perché qui si viaggia
su un terreno molto pericoloso. Perché ovunque esiste potere esiste
pericolo, e se la mente è impura, non appena avrai potere i tuoi pensieri
impuri se ne impadroniranno immediatamente.
Mi preme dire che la quinta tecnica ha come applicazione pratica la stessa
ipnosi.
Quando qualcuno viene ipnotizzato, e gli viene detto
di concentrare lo sguardo su un punto particolare: una luce, un punto sulla
parete, o qualunque altro oggetto, esterno o interno (per esempio, un'onda
energetica che fluisce all'interno del corpo), in tre minuti la sua
attenzione interiore comincia a fluire verso il terzo occhio; ogni cosa che
l'ipnotista dirà, sarà immediatamente verificata. Ecco perchè l'ipnosi è il mezzo
curativo più potente ed efficace. Se l'ipnotista dicesse "ora ti stai
addormentando profondamente", ti addormenteresti profondamente... se ordinasse a
una tua malattia di scomparire, essa scomparirebbe immediatamente. Milton
Erickson, l'ipnotista psicoterapeuta più famoso dei tempi moderni, che
personalmente stimo al punto da avere quasi tutti i suoi testi, curò da solo
diverse patologie, sperimentando "in itinere" i poteri dell'ipnosi.
Mettendoti in mano un sasso l’ipnotista potrebbe dire: “Questo nella tua mano è
fuoco”, e
tu sentiresti un calore intenso; ti scotteresti la mano, non solo nella mente,
ma di fatto. La tua pelle si brucerebbe veramente e proveresti una
sensazione di bruciore. Che cosa succede? Non c’è alcun fuoco. C’è solo un
comunissimo sasso, freddo. Come è possibile? Sei focalizzato nel centro del terzo
occhio, la tua
immaginazione riceve suggestioni dall’ipnotista ed esse diventano
realtà. Non giocate mai con l'ipnosi da soli, se non sapete come utilizzare
questo strumento e, se anche apprendeste i suoi meccanismi, non utilizzatela su
altri se non avete l'assoluta certezza che la vostra mente sia lontana da ogni
coinvolgimento verso essi. Rischiate altrimenti di perdervi in essa e negli
effetti che le induzioni possono comportare... questo vale in modo assoluto se
l'ipnosi è di tipo regressivo: non praticatela se avete l'impressione che
quell'anima sia karmica e se non avete la certezza di essere perfettamente
equilibrati per sostenere ogni reazione.
Nel terzo occhio, quindi. immaginazione ed attuazione non sono due cose distinte:
l’immaginazione è il fatto.
Immagina, ed è così. Non c’è frattura tra il sogno e la realtà.
Per chi è centrato nel terzo occhio, i sogni diventeranno reali e l’intera realtà
diventerà semplicemente un sogno, perché quando il tuo sogno può diventare reale
sai che non esiste una differenza fondamentale tra sogno e realtà. Perciò
quando Shankara dice che questo intero mondo è solo un sogno del
divino, non è una proporzione teoretica, non è un’affermazione filosofica, è
piuttosto l’esperienza interiore di colui che è focalizzato nel terzo occhio.
Immagina semplicemente che l’essenza del prana stia piovendo dalla sommità della
testa, proprio come se fossi seduto sotto un albero e stessero piovendo fiori,
oppure come se
fossi sotto il cielo e improvvisamente da una nuvola cominciasse a piovere,
o di mattina fossi semplicemente seduto e il sole sorgesse e i raggi
cominciassero a riversarsi su di te. E’ sufficiente immaginare, e
immediatamente quella pioggia accade: una pioggia di luce che cade sulla
sommità della tua testa. Questa pioggia ti ri-creerà, ti farà rinascere. Ti
sentirai bene, e
rinato.
Un caro abbraccio,
A.