(S)punti di riflessione
Cari Amici,
dalle email che mi pervengono a vibrazioneanimica@hotmail.it posso dedurre che molte persone hanno difficoltà a capire il senso della propria incarnazione. Ci sono Amici che soffrono per la separazione da un'anima gemella, altri soffrono per situazioni familiari frustranti. In generale, poichè stimo molto l'ironia e credo che essa possa trasformare un broncio in un sorriso, mi piace pensare che il settimo giorno Dio si riposò dalle proprie fatiche, e l'"ottavo" giorno Egli creò l'Ego umano per dar da lavorare a noi. Che genere di lavoro? L'abbandono dello stesso. E di sicuro non abbiamo da lavorare per sei soli giorni, considerando che io ho iniziato le mie incarnazioni assieme alla mia F.G. circa 12.000 anni fa.
Quest'oggi vi evidenzio alcuni punti, sui quali potrete riflettere:
Il primo, riguarda il sentimento negativo dell'invidia. Invidia è desiderare qualcosa che appartiene a un'altra Anima, al mero fine di sottrargliela, a nostro vantaggio. Ciò che fa scattare l'invidia è spesso la percezione che quella situazione sia ingiusta e immeritata. Il punto cruciale è che se crediamo che qualcosa sia ingiusto, non abbiamo compreso la sua reale funzione!
Sulla base di cosa possiamo dedurre che qualcuno ha ingiustamente vita facile, se non si conoscono le sue precedenti incarnazioni? Chi ha scarse tribolazioni adesso, potrebbe essere un'Anima che ha deciso di concedersi un pò di riposo terreno da una precedente vita tormentata. Chi in questa vita è ricco senza un apparente motivo, potrebbe darsi aver patito la fame in qualche precedente incarnazione, oppure potrebbe darsi che debba imparare a misurare il reale valore del denaro.
Dovremmo allora provare gioia per lui. Sforziamoci di superare l'invidia, sentimento nocivo a noi stessi: non ha senso paragonare l'erba del vicino alla nostra. Concentriamoci solo sul nostro giardino.
Il secondo punto, riguarda la gelosia. Cari Amici, qui nessuno vi può capire meglio di me! Tempo fa, la sola idea che la mia F.G. fosse toccata da un'altra Anima mi incendiava. Adesso lo accetto, perchè se così è, significa che egli necessita di questa esperienza. E paradossalmente, non posso essere di certo io a ostacolare la sua parte di piano vitale (che è complementare alla mia). Fatevi da parte con un sorriso, se la persona che amate si ritrova a vivere esperienze sentimentali con altre Anime. Non potete conoscerne la vera utilità, probabilmente si tratta di debiti karmici da risanare, che hanno una priorità assoluta, lasciatele il suo spazio, le fate solo del male se la soffocate di gelosia. Chi amate non è di vostra proprietà, anche se in fondo voi vorreste solo proteggerlo.
Il terzo punto, importantissimo, riguarda il modo di vivere gli eventi. Ogni evento che ci capita, dal ricevere escrementi di piccione in testa, all'abbandono, può essere vissuto in due modi: positivamente o negativamente. Il 95% delle volte, lo si vive negativamente, lo si rende dramma assoluto. Sappiate che la negatività, attrae altra negatività.
In questo devo ringraziare la forte dicotomia fra mia nonna e sua sorella: la prima, è l'incarnazione della depressione... carattere remissivo, debole, tendente alla lacrima, alla rinuncia, all'autocompiacimento e alla vittimizzazione; la seconda, è talmente l'opposto che messe vicino assomigliano a due personaggi teatrali: forte, risoluta, testardissima, aggressiva, goliardica, non si farebbe fermare da niente e nessuno. Ebbene, se si rompessero un braccio, mia nonna reagirebbe struggendosi di dolore al punto da autoalimentarlo e vedrebbe tutto nero per mesi...probabilmente penserebbe pure che il braccio è rovinato per sempre; mia zia si risolleverebbe dopo pochi giorni con una sonora risata, e con tutto il gesso andrebbe a fare la spesa con l'autobus.
Smettiamola di crearci ulteriori ferite animiche con la sofferenza. Proviamo a uscire da quel ruolo naturale e sintonizziamoci sulla polarità opposta. Tutto apparirà molto più facile e le cose che vi causeranno uno shock saranno via via minori.
A presto, con la pagina sulla coscienza multidimensionale.
A.
dalle email che mi pervengono a vibrazioneanimica@hotmail.it posso dedurre che molte persone hanno difficoltà a capire il senso della propria incarnazione. Ci sono Amici che soffrono per la separazione da un'anima gemella, altri soffrono per situazioni familiari frustranti. In generale, poichè stimo molto l'ironia e credo che essa possa trasformare un broncio in un sorriso, mi piace pensare che il settimo giorno Dio si riposò dalle proprie fatiche, e l'"ottavo" giorno Egli creò l'Ego umano per dar da lavorare a noi. Che genere di lavoro? L'abbandono dello stesso. E di sicuro non abbiamo da lavorare per sei soli giorni, considerando che io ho iniziato le mie incarnazioni assieme alla mia F.G. circa 12.000 anni fa.
Quest'oggi vi evidenzio alcuni punti, sui quali potrete riflettere:
Il primo, riguarda il sentimento negativo dell'invidia. Invidia è desiderare qualcosa che appartiene a un'altra Anima, al mero fine di sottrargliela, a nostro vantaggio. Ciò che fa scattare l'invidia è spesso la percezione che quella situazione sia ingiusta e immeritata. Il punto cruciale è che se crediamo che qualcosa sia ingiusto, non abbiamo compreso la sua reale funzione!
Sulla base di cosa possiamo dedurre che qualcuno ha ingiustamente vita facile, se non si conoscono le sue precedenti incarnazioni? Chi ha scarse tribolazioni adesso, potrebbe essere un'Anima che ha deciso di concedersi un pò di riposo terreno da una precedente vita tormentata. Chi in questa vita è ricco senza un apparente motivo, potrebbe darsi aver patito la fame in qualche precedente incarnazione, oppure potrebbe darsi che debba imparare a misurare il reale valore del denaro.
Dovremmo allora provare gioia per lui. Sforziamoci di superare l'invidia, sentimento nocivo a noi stessi: non ha senso paragonare l'erba del vicino alla nostra. Concentriamoci solo sul nostro giardino.
Il secondo punto, riguarda la gelosia. Cari Amici, qui nessuno vi può capire meglio di me! Tempo fa, la sola idea che la mia F.G. fosse toccata da un'altra Anima mi incendiava. Adesso lo accetto, perchè se così è, significa che egli necessita di questa esperienza. E paradossalmente, non posso essere di certo io a ostacolare la sua parte di piano vitale (che è complementare alla mia). Fatevi da parte con un sorriso, se la persona che amate si ritrova a vivere esperienze sentimentali con altre Anime. Non potete conoscerne la vera utilità, probabilmente si tratta di debiti karmici da risanare, che hanno una priorità assoluta, lasciatele il suo spazio, le fate solo del male se la soffocate di gelosia. Chi amate non è di vostra proprietà, anche se in fondo voi vorreste solo proteggerlo.
Il terzo punto, importantissimo, riguarda il modo di vivere gli eventi. Ogni evento che ci capita, dal ricevere escrementi di piccione in testa, all'abbandono, può essere vissuto in due modi: positivamente o negativamente. Il 95% delle volte, lo si vive negativamente, lo si rende dramma assoluto. Sappiate che la negatività, attrae altra negatività.
In questo devo ringraziare la forte dicotomia fra mia nonna e sua sorella: la prima, è l'incarnazione della depressione... carattere remissivo, debole, tendente alla lacrima, alla rinuncia, all'autocompiacimento e alla vittimizzazione; la seconda, è talmente l'opposto che messe vicino assomigliano a due personaggi teatrali: forte, risoluta, testardissima, aggressiva, goliardica, non si farebbe fermare da niente e nessuno. Ebbene, se si rompessero un braccio, mia nonna reagirebbe struggendosi di dolore al punto da autoalimentarlo e vedrebbe tutto nero per mesi...probabilmente penserebbe pure che il braccio è rovinato per sempre; mia zia si risolleverebbe dopo pochi giorni con una sonora risata, e con tutto il gesso andrebbe a fare la spesa con l'autobus.
Smettiamola di crearci ulteriori ferite animiche con la sofferenza. Proviamo a uscire da quel ruolo naturale e sintonizziamoci sulla polarità opposta. Tutto apparirà molto più facile e le cose che vi causeranno uno shock saranno via via minori.
A presto, con la pagina sulla coscienza multidimensionale.
A.
Pubblicità